Viva più che mai di Andrea Vitali

vivapiuchemaiHo appena terminato la lettura del nuovo romanzo di Andrea Vitali, “Viva più che mai”, e ne sono entusiasta. E’ ambientato sul lago di Como, come sempre, anche se oltre a Bellano e dintorni è coinvolta anche l’altra sponda, quella di Menaggio.  Il protagonista è Ernesto Livera, noto a tutti come il Dubbio dal momento che la sua risposta a quasi tutte le domande è “Boh”; non è esattamente un fulmine di guerra, del resto è rimasto traumatizzato dalla morte del padre. L’uomo, falegname e pescatore di agoni, è stato trovato defunto in riva al lago, con il corpo metà dentro e metà fuori: immagine che ancora a distanza di anni tormenta il figlio. Esortato dalla madre e dal medico bellanese dottor Lonati,  il Dubbio si cerca un lavoro che lo tenga impegnato e, dopo numerosi tentativi infruttuosi, trova finalmente quello che fa per lui: il noleggiatore di barche. D’inverno si lavora poco, d’estate si sgobba un po’ di più ma non ci si deve comunque alzare all’alba ed è un’ottima copertura per il contrabbando di sigarette. E magari avanza anche tempo per un’uscita con il compare Riffa, giovane sfaccendato che tira a campare con una bancarella di calzature e mette gli occhi su ogni essere femminile nelle vicinanze. Come la bella Valeria ad esempio, conosciuta ad una festa di paese sull’altra sponda del lago.

Sembra procedere tutto bene fin quando, una notte di luglio, il Dubbio e la sua barca urtano qualcosa, o meglio qualcuno. Sì, perché all’Ernesto sembra proprio un corpo, per la precisione di donna giovane e belle e anche con una certa somiglianza con…ma sarà poi vero? Di visioni di corpi in acqua ne ha già avute parecchie…meglio confrontarsi con qualcuno. E qui entrano in gioco, oltre già citato dottor Lonati, molti altri personaggi, tutti descritti e caratterizzati in modo geniale. In primo luogo i Carabinieri di Bellano, con il maresciallo Pezzati alle prese con i suoi sottoposti, tra cui il Fantarini che fischietta in continuazione qualcosa di indecifrabile.

“Una cosa da fare te la do io”, aveva detto rivolgendosi al Fantarini. Forse, aveva appena pensato, il dottor Lonati gliela contava giusta ma non gliela diceva tutta. Sì, era molto più probabile che fosse così. “Pigliati l’elenco delle caserme dell’alto lago e comincia a chiedere se hanno notizie di persone disperse”. ” Disperse?” era sbottato il Fantarini. “Disperse, esatto”, aveva confermato il Pezzati. ” Ti suona oscuro il termine?”. ” No”, aveva risposto con tranquillità il carabiniere. Aveva solo fatto due più due. ” E quanto fa?” aveva chiesto il Pezzati. Il Fantarini era arrossito. Ciononostante si era spiegato. “Intendevo dire che stavo mettendo assieme le due cose, la telefonata del dottore e la sua uscita, maresciallo”. “Bravo. E in conclusione?”. “Non ci sono ancora arrivato”. “D’accordo, allora mentre aspetti fa quello che ti ho detto”.

Mancano parroco, perpetua e sindaco, presenze ormai costanti, ma con i Carabinieri si raddoppia, perché sono coinvolti anche quelli di Menaggio. La vicenda è complessa, tra informazioni confuse, eventi solo in apparenza casuali e inattese rivelazioni, ma alla fine tutto si risolve. Non posso dirvi come…e non vi svelerò nemmeno cosa vada fischiando il Fantarini, perché è una delle piccole chicche del libro.

Io adoro Vitali e ho apprezzato tutti i suoi romanzi, ma “Viva più che mai” gli è riuscito particolarmente bene. La trama  è molto articolata, poiché sono tanti i personaggi e gli avvenimenti, passati e presenti; Vitali riesce però ad incastrare tutti gli elementi fra loro in modo tale che il lettore non si smarrisca e arrivi serenamente, e anche divertendosi parecchio, all’epilogo.  Sicuramente ha un valore aggiunto per chi, come me, è affezionato ai  luoghi descritti ed ha trascorso le estati della sua infanzia udendo in lontananza il campanello dei pescatori. Io sapevo a memoria i nomi di tutti i battelli della flotta, probabilmente avrei fatto carriera come pontilista 🙂

Forse alcuni potrebbero muovere a Vitali l’accusa di essere diventato ripetitivo, perché l’ambientazione è sempre la stessa, alcuni dei personaggi anche…secondo me lo è solo ad uno sguardo superficiale. In realtà ogni volta crea una storia completamente nuova e complessa, protagonisti  originali e caratterizza in modo diverso anche le figure che sono sempre presenti, come i Carabinieri o il sindaco. Rimane uno dei miei scrittori contemporanei preferiti e non vedo l’ora che sforni un altro capolavoro!

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