Storie di Natale

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In questa raccolta, sette scrittori ci propongono diverse interpretazioni del Natale. I racconti sono: “I quattro Natali di Tridicino” di Andrea Camilleri, “Santo e Santino” di Giosuè Calaciura, “Babbo Natale” di Antonio Manzini, “A poco a poco tutto torna al Monte dei Pegni” di Fabio Stassi, “La metamorfosi del Natale” di Francesco M. Cataluccio, “Natale con i tuoi” di Francesco Recami, “Natale d’ottobre” di Alicia Giménez-Bartlett. Li ho elencati per completezza, dato che pur avendoli trovati tutti più o meno belli, non li commenterò singolarmente. E’ stata una lettura molto piacevole, tutte le storie sono ben scritte e si lasciano leggere in modo scorrevole e rilassato. Libro perfetto per un pomeriggio da trascorrere sul divano, (con coperta per i più freddolosi), mentre fuori inizia a crearsi quell’atmosfera ovattata e magica che caratterizza l’Avvento.

Il racconto che mi è piaciuto di più è “Natale con i tuoi”, sarebbe divertente trarne un film. Si tratta di un gruppo di viaggiatori intrappolati all’aeroporto di Bologna perché il loro volo per Palermo è stato cancellato; in realtà ben presto vengono cancellati anche gli altri perché è in atto una nevicata come non si vedeva da tempo. I passeggeri vengono però illusi che dal vicino scalo di Firenze ci sia possibilità di essere imbarcati per la Sicilia e, nonostante le proteste dell’uomo, costringono l’autista dell’autobus a mettersi in viaggio verso il capoluogo toscano. E in men che non si dica si ritrovano sommersi dalla neve, costretti a procedere a piedi con bagagli al seguito verso quella che sembra l’ultima speranza: una stazione di servizio in lontananza. E proprio un autogrill sarà quindi teatro di un insolito Natale. E’ divertente la trama ed è molto ben riuscita anche la presentazione dei personaggi: la famiglia di norvegesi che nella neve ci sguazzano, la coppia un po’ snob dotata di chihuahua (di nome Margherita), due amiche in fuga dalle incombenze imposte dalle festività, il capo popolo, i tranquilli pensionati…e persino una celebrità. Un concentrato delle tipologie di persone che incontriamo poi quotidianamente.

“Così proseguirono, ormai erano in prossimità del valico e della lunga galleria successiva. A quel punto i passeggeri tirarono un sospiro di sollievo, come se il peggio fosse passato, inneggiavano al superamento del valico, convinti che in Toscana non nevicasse per niente, di là il clima è assai più temperato, si sa. Alcuni quasi si gasarono, contenti di aver avuto ragione. <<Tutto questo allarmismo per quattro fiocchi di neve…>>”.

Ho apprezzato anche il racconto di Camilleri: la storia di Tridicino, complici il mare e la genuinità dei sentimenti, sembra quasi una fiaba. Relativamente al racconto di Manzini, impossibile ad un certo punto non immaginarsi Aldo, Giovanni e Giacomo nel film “La banda dei Babbi Natale”. La versione del Natale che mi è piaciuta meno? Quella di Cataluccio ne “La metamorfosi del Natale”:  avrei preferito un messaggio più diretto, mentre la traslazione del protagonista in Grecia e la vicenda della pecora Dolly hanno reso un po’ contorta la vicenda.

E concludo con una frase tratta dall’ultimo racconto, quello di Alicia Giménez-Bartlett, che alla fine del  libro sta benissimo perché chiude la raccolta riportando l’attenzione sull’aspetto religioso del Natale. Si potrebbe stare ore a discutere su chi abbia ragione, una religione piuttosto che un’altra, Natale a dicembre o ad ottobre, festa del consumismo e di quelli che vanno a messa solo il 25…resta il fatto che tutti ci crediamo ed ognuno ha il diritto di crederci a modo suo.

“E’ scritto nella Bibbia. Nella Bibbia c’è scritto tutto. Solo che noi l’abbiamo dimenticato e ci siamo allontanati dalla retta via, ma la Bibbia è la migliore guida per l’uomo. Ogni volta che abbiamo bisogno di un consiglio, lì lo troviamo. Ci sono perfino i consigli per la salute, nella Bibbia! E’ il libro che Dio ci ha dato perché sapessimo sempre che cosa fare”.

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