Una mamma per amica: di nuovo insieme

parlare_a_rafficaA pochi giorni dall’uscita su Netflix dei nuovi episodi di “Una mamma per amica”, non potevo non scriverci qualcosa. Per completezza ho riguardato tutti gli episodi delle sette stagioni precedenti e ho anche letto la frizzante autobiografia di Lauren Graham, “Parlare a raffica”, anch’essa appena pubblicata da Sperling & Kupfer.

Il libro sembra scritto direttamente da Lorelai Gilmore, con la quale l’attrice Lauren dichiara di avere grande affinità, quindi di fatto lo ha scritto lei. Infatti il modo di parlare e di esprimersi è il suo: la forma è piuttosto dirompente, molto scorrevole, a tratti eccessiva con frasi lunghe ed articolate. A volte personalmente mi infastidisce, ma per lo più la trovo brillante e divertente. Per quanto riguarda il contenuto, parla della vita di Lauren, che è nata alle Hawaii, si è traferita quasi subito in Giappone con la famiglia e infine è approdata negli USA con il padre. I genitori si sono infatti separati quando la madre ha deciso di inseguire la carriera di cantante; il padre  poi si è risposato e ha avuto altri figli con cui emerge che Lauren abbia un bel rapporto.  L’attrice soddisfa poi la curiosità dei lettori circa la sua vita sentimentale rispetto al suo personaggio Lorelai: piuttosto simile direi, cioè tanta buona volontà, ma anche insicurezza e un po’ di sfortuna…ma alla fine la persona giusta si trova, no? L’attrice pare averla trovata nella figura di Peter Krause. Lauren ci parla anche della stesura del suo primo romanzo, “Un giorno, forse”, che non è autobiografico nonostante parli di una giovane aspirante attrice.

La seconda parte del libro è dedicata alla serie tv “Una mamma per amica”: Lauren passa in rassegna le sette stagioni originali parlando di abbigliamento, dell’aspetto dei suoi capelli nel tempo, delle scene che ricorda con maggior piacere, del rapporto con Alexis Bledel (Rory). In più fa anche dei commenti sul mondo del cinema, su come a volte sia distorta l’immagine che ne abbiamo noi dall’esterno. Ci tiene a ribadire che quello di attrice è un lavoro faticoso e soprattutto precario: i grandi nomi, coloro che riescono ad essere scritturati dall’adolescenza sino alla vecchiaia…bè sono pochissimi rispetto alla quelli per cui ogni nuovo incarico è un sollievo, perché non erano per niente sicuri di trovare ancora lavoro. Lauren appare soddisfatta di sé, realistica e umile; personalmente mi sono costruita un’immagine positiva di questa attrice.

“Poco alla volta, imparai che almeno all’inizio è meglio arrivare in fondo piuttosto che mirare alla perfezione. Dovevo smetterla di intralciarmi da sola. Non che le voci nella mia testa, quelle che mi ripetevano di stracciare tutto e ricominciare da capo, si fossero proprio zittite. Io però smisi di ascoltarle, e proseguii per la mia strada. Il segreto è non fermarsi mai”.

Infine, rullo di tamburi, Lauren Graham parla anche dei quattro nuovi episodi, di come sia nata l’idea di girare un revival a distanza di dieci anni e di come si sia sentita tornando sul set. Nel complesso “Parlare a raffica” è un libro piacevole, che  però consiglio solo agli appassionati delle Gilmore Girls: per gli altri lettori non sarebbe interessante.

E ora permettetemi un commento sulla nuova stagione di “Una mamma per amica”, prometto di non rivelare le tanto discusse quattro parole finali della serie (che in italiano sono tre). Mi sono emozionata e quasi commossa a rivedere tutti i personaggi di nuovo insieme, non manca nessuno: alcuni sono presenti dall’inizio, come il mitico Kirk, altri compaiono solo per brevi scene, come Dean o Chris. La storia segue per un anno la vita delle tre donne Gilmore, in primis Emily che deve affrontare la morte di Richard (purtroppo è venuto a mancare l’attore) e cercare di riorganizzare la sua vita senza il marito. Lorelai per fortuna sta ancora con Luke (il mio personaggio preferito, ho sempre tifato per lui!), continua a gestire la locanda ma entra in crisi perché le sembra di essere immobile e di aver smarrito la direzione. Rory infine, lo devo ammettere, è stata una delusione: di fatto a dieci anni di distanza dalla laurea non è cresciuta, non ha un lavoro né una casa né un uomo (io fossi stata al suo posto avrei sposato Logan tempo addietro…); vive un po’ da sua madre, un po’ da Paris o da Lane, viaggia per lavoro ma sono tutti progetti inconcludenti. Rispetto alla Rory delle vecchie stagioni, questa è quasi irriconoscibile.  Mi ha fatto piacere poter vedere ancora le Gilmore Girls in azione, è stato un po’ come incontrare delle vecchie amiche, però preferisco ricordare “Una mamma per amica” con la scena finale della settima stagione. Quella in cui Luke dice a Lorelai “Mi piace vederti felice”, poi finalmente si baciano e io posso sciogliermi in un pianto liberatorio per questo momento tanto atteso.

 

 

 

 

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