I migliori del 2016

Questa è una classifica dei migliori tra i libri letti da me quest’anno. Tengo una sorta di diario dei libri letti: ogni volta che ne termino uno, lo aggiungo e gli do un voto da 0 a 5. Non ho mai assegnato un 5, ma alcuni 4 e 1/2 sì e parecchi 4. Perciò, ecco qua le mie letture preferite del 2016!

 

4-5-star

Con 4,5 punti troneggiano:

Karl Ove Knausgard con “Un uomo innamorato”. In realtà quest’anno ho letto tre dei quattro volumi già usciti in Italia e ho assegnato 4,5 a tutti. Non so se voi lo abbiate letto e se via sia piaciuto, ma io trovo che la sua scrittura sia  sconvolgente. Il modo migliore per esprimermi è forse citare l’osservazione del suo amico Geir, che gli dice: “Tu scrivi delle cose inaudite di te stesso”. Altrove ho letto che la sua opera è stata definita una noia allo stato puro trasformata in qualcosa di interessante. E credo che la sua grandezza stia qui: ognuno di noi si ritrova in almeno una delle cose che fa, pensa o dice, ma non ha il coraggio di ammetterlo. Trovarsi tutto scritto davanti è un po’ come essere schiaffeggiati.

Joel Dicker con “Gli ultimi giorni dei nostri padri”. Veramente bello, forse anche meglio de “La verità sul caso Harry Quebert”. Ambientato durante la seconda guerra mondiale, in certi passaggi fa piangere, in altri sorridere di una tenerezza infinita.

Clive Cussler con “Havana Storm”. Amo Clive Cussler ed il suo personaggio Dirk Pitt da sempre e mi ci vorrebbe un post dedicato per esprimermi a riguardo, quindi mi limito a dire che passano gli anni ma Clive si conferma un grande autore d’avventura. 

Andrea Vitali con “Nel mio paese è successo un fatto strano“. E’ il secondo libro per ragazzi scritto da Vitali, dopo “Di impossibile non c’è niente”. In realtà non è solo per ragazzi, perché è talmente semplice, genuino e ben scritto che fa bene anche agli adulti. quest’anno ho letto e premiato con 4,5 punti anche “Le mele di Kafka” e “Viva più che mai”.

Irene Nemirovsky con “Suite francese “. Questo libro è ambientato nei primi anni della seconda guerra mondiale ed Irene si concentra non sull’aspetto militare della guerra, ma su quello umano: c’è tanta ironia nella descrizione dei nobili e dei borghesi e tanta tenerezza in quella dei poveri contadini. Una lettura che merita davvero.

Sebastiano Vassalli con “La chimera “.  Ambientato nel ‘600, racconta la storia di Antonia, giovane “esposta” (cioè abbandonata sulla ruota) condannata al rogo per stregoneria. Romanzo sconvolgente perché racconta le abitudini dell’epoca senza veli: violenze, pettegolezzi…facevano cose inaudite, erano ignoranti e credevano a qualunque cosa. Vassalli racconta tutto con una punta di ironia velenosa e di indulgenza verso il popolino.

Alain de Botton con “Il corso dell’amore”. Attraverso la storia di una coppia di Edimburgo viene analizzato il rapporto tra partners dal primo incontro fino a ben oltre il matrimonio. Già perché l’autore vuole sottolineare che con la celebre frase “E vissero felici e contenti” non finisce tutto, anzi comincia. Il matrimonio è sicuramente un tratto distintivo tra chi ha il coraggio di sceglierlo e chi no (e non è solo un fatto di religione); è un lavoro perché bisogna impegnarsi continuamente per mandarlo avanti. Per una coppia il vero traguardo non è raggiungere il matrimonio, ma coltivarlo dopo che l o si è raggiunto.

 

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Alcuni degni di nota tra i 4:

-Nicholas Sparks con “Come la prima volta”.

-Christopher Castellani con “Tutto quello che pensiamo quando  parliamo d’amore”.

-Rosetta Loy con “Forse”.

-Jane Shemilt con “Una famiglia quasi perfetta”.

-Simonetta Agnello Hornby con “Caffè amaro”.

-Sveva Casati Modignani con “Dieci e lode”.

 

 

 

 

 

 

 

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