I peggiori del 2016

Purtroppo quest’anno ho letto anche libri che non ho apprezzato per niente. Ovviamente dipende tutto dai gusti personali, dai generi che piacciono o non piacciono, da quello che ci si aspetta all’inizio della lettura e da quello che si ha bisogno di leggere in una dato momento…ma questi sono i miei “peggiori” del 2016, che hanno ottenuto un punteggio di 2 o 2,5.

Emis Killa con “Bus 323”. Emiliano mi piace molto come rapper e lo trovo simpatico come persona, ma mentirei se dicessi che questo è un buon libro. E’ apprezzabile che l’autore abbia voluto parlare della sua esperienza, di come sia riuscito a realizzare il suo sogno, ma niente di più.

-“Un bacio in bocca” di Autori Vari. Una raccolta di16  racconti con argomento comune la passione: confesso che li ho trovati tutti banali e insignificanti, tranne quello di Lorenzo Marone.

Jojo Moyes con “Dopo di te”. L’ho trovato pesante, come se nel descrivere emozioni e pensieri della protagonista sia stato superato un po’ il limite.

Ester Viola con “L’amore è eterno finchè non risponde”. L’ennesimo banale libro che parla dei rapporti di coppia e che non si distingue dai tanti altri libri che ci provano.

Muriel Barbery con “Vita degli elfi”. Dopo “L’eleganza del riccio”, grande delusione.

Chiara Gamberale con “Adesso”. Lo scopo è rappresentare l’attimo dell’innamoramento, il momento che diventa periodo, l’adesso, appunto. E per farlo la Gamberale ha scelto una modalità che voleva essere acuta e innovativa ma, secondo me, ha generato confusione: personaggi, eventi e descrizioni affollati in poco spazio con parti scritte in prosa tradizionale accanto a pagine in corsivo, in stampatello maiuscolo e capitoli di poche righe. I libri precedenti mi erano piaciuti, questo purtroppo no.

Natalio Grueso con “Il contrabbandiere di parole”. L’ho trovato un po’ contorto e faticoso da leggere, così non sono riuscita ad apprezzarlo nel suo insieme e a dargli un senso.

Confesso che mi dispiace sempre esprimere un commento negativo su un libro, prima di tutto perché di base ammiro chiunque abbia pubblicato qualcosa: bella o brutta, valida o mediocre che sia, costui ( o costei) ha raggiunto un obiettivo che corrisponde ad uno dei miei sogni nel cassetto. Non è facile scrivere un libro, mentre è fin troppo facile leggere e giudicare. Io ho dato la mia opinione su questi romanzi, non sui loro autori, e sono consapevole che tale opinione potrebbe modificarsi in futuro grazie a nuove letture.

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