Vita e avventure di Babbo Natale di L. Frank Baum

Le vacanze di Natale sono ufficialmente finite. Quest’anno abbiam provato a far finta di niente, approfittando dell’Epifania di venerdì, ma alla fine la resa dei conti è arrivata. Io spero che tutti ve le siate godute tra pranzi in famiglia e brevi viaggi; forse chi, come me, ha lavorato, sentirà un po’ meno il peso del rientro…o forse proprio perché ha lavorato vorrebbe finalmente riposarsi ora. In ogni caso vi do il benvenuto nell’anno nuovo con una recensione ancora in tema natalizio, giusto per partire con la marcia giusta e affrontare il 2017 pensando che, volendo, può essere Natale tutti i giorni (eh no, la mia vena romantica non l’ho lasciata nel 2016!).

Sinossi (Garzanti): “Pubblicato per la prima volta nel 1902, due anni dopo Il mago di Oz, Vita e avventure di Babbo Natale racconta la storia del personaggio più amato di tutti i tempi: dalla sua infanzia nella foresta incantata di Burzee al primo giocattolo costruito, al desiderio di dedicare la propria vita a rendere felici gli altri con i propri doni. Tra animali di legno e creature fatate, veniamo guidati alla scoperta di molti segreti del Natale: l’origine dell’uso dell’albero e della calza, il motivo per cui Babbo Natale scende dal caminetto, come sia possibile che, in una sola notte, consegni da solo i regali a tutti i bambini del mondo. Un racconto che sa far rivivere l’incanto, il calore e la fantasia che hanno fatto del capolavoro di Oz un classico della letteratura americana”.

Quindi è l’autore del Mago di Oz a raccontarci la storia di Santa Claus, di come nacque e fu adottato dalle ninfe della foresta di Burzee. Di come decise di dedicare la sua vita ad allietare i bambini, costruendo giocattoli per loro e portandoli direttamente nelle loro case. In questo libro scopriamo come nascono le tradizioni delle calze sul camino, della slitta con le renne e persino come sono nati i primi negozi di giocattoli, che prima di Babbo Natale non esistevano. Naturalmente questi piccoli segreti non ve li svelo, vi lascio il piacere di leggere questo piccolo ma prezioso libretto.

“Tutto perisce, eccetto il mondo e i suoi custodi” rispose Ak. “Ma, finchè è in vita, ogni cosa ha una sua utilità. Il saggio cerca sempre di essere utile, in qualche modo, perché chi è utile ha la certezza di ritornare a vivere”.

Io personalmente appartengo ancora alla generazione in cui i regali li portava Gesù Bambino e la notte di Natale non ho mai chiuso occhio perché temevo di vedere la luce della sua aureola provenire dal salotto. Ho sempre creduto che i biscotti li mangiasse davvero lui e che il secchio d’acqua lo svuotassero davvero i cammelli. Non importa chi abbiamo creduto ci portasse i doni, quello che conta è che continuiamo a crederci un po’ anche adesso che siamo grandi. Lo spirito di fare del bene, di provocare un sorriso e di essere gentili con il prossimo dovremmo portarcelo dietro tutto l’anno; non è facile ed io per prima me ne dimentico, ma da una grandissima soddisfazione.

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