Racconti di Natale di Louisa May Alcott

 Ancora uno dai, prima di dire che le feste son finite. Ho calcolato che fino a Pasqua, cioè metà aprile, non se ne riparla quindi godiamoci ancora per un giorno l’atmosfera. Ho sentito dire a molti quest’anno che il Natale non si è sentito, che è mancata un po’ la magia e anch’io l’ho avvertito. Leggiamo allora questi brevi, semplici racconti che inviano un messaggio chiaro e diretto. 

Sinossi (Garzanti): “Il volume raccoglie i più bei racconti dedicati al Natale dall’autrice di Piccole donne. Alle indimenticabili pagine del suo romanzo capolavoro – in cui Jo e le altre «piccole donne» vivono i magici momenti d’attesa della Vigilia – si affianca qui, tra gli altri, il commovente Che cosa può fare l’amore, in cui gli ospiti di un pensionato si riuniscono per offrire a due ragazze meno fortunate un momento di festa e di gioia. Apprezzatissimi in vita dell’autrice, questi racconti di Louisa May Alcott ci regalano un intenso e avvincente spaccato della vita nell’America dell’Ottocento e riassumono in sé, attraverso il richiamo a valori come generosità, benevolenza e amore, lo spirito senza tempo del Natale. Completano la raccolta: La scelta di Kate, Una ragazza tranquilla, Il Natale di Tilly, Il racconto di Rosa, La teiera di Mrs. Podgers.”
Tutti i racconti sono ambientati a Natale e hanno come protagonisti famiglie umili, spesso bambini. In effetti chi meglio di un bambino può incarnare il senso di aspettativa, magia e stupore di questa festa? Nonostante i personaggi siano tutti poveri, a volte senza famiglia, abiti e cibo, le storie non sono cupe e pessimistiche. L’autrice non ci dice che il Natale è bello solo se ci sono tanti regali, tanto cibo da avanzare o soggiorni in località di lusso.  Il  messaggio (che poi troviamo in tutti i romanzi della Alcott) è che la felicità sta nelle piccole cose e negli affetti sinceri e che la carità dovrebbe essere il valore guida delle nostre azioni, possibilmente silenziose e non ostentate.
I racconti più teneri e commoventi della raccolta secondo me sono “La scelta di Kate” e “Il Natale di Tilly”. Nel primo una ragazzina rimasta orfana decide di andare a vivere  a casa della nonna, ormai anziana e abbandonata dagli altri parenti; la descrizione della gioia della vecchia signora nel suo primo Natale in compagnia dopo tanta solitudine mi ha fatto piangere. Forse dovrei provare più spesso a mettermi nei panni di una persona anziana e in difficoltà.
Nel secondo racconto, la piccola Tilly sa che non riceverà alcun regalo per Natale, perché è povera, ma quando per la strada raccoglie un uccellino infreddolito riesce a trasformarlo in un dono ed è contenta, in fondo da sempre desiderava un animaletto. E la sua purezza d’animo verrà premiata.
“A volte, quando meno ce l’aspettiamo, una piccola croce si trasforma in una superba corona, un avvenimento apparentemente privo di importanza diventa un’esperienza fondamentale. Oppure un estraneo diventa un amico”.
Diciamocelo, al giorno d’oggi che un estraneo si interessi delle vicende di un altro essere umano succede di rado. Siamo (non ne vado fiera ma anch’io mi includo nel gruppo) sospettosi e diffidenti, forse non del tutto a torto, ma il risultato è che chi è solo e bisognoso rischia di rimanere tale. Louisa May Alcott scrive in un modo così puro e genuino che viene voglia di essere più buoni. Se non l’avete mai letto, oltre all’intramontabile “Piccole donne”, c’è un altro suo libro che merita ed è “Una ragazza fuori moda”. A dispetto del titolo è assolutamente attuale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.