Quando amavamo Hemingway di Naomi Wood

Titolo: Quando amavamo Hemingway

Autore: Naomi Wood

Editore: Bookme – DeAgostini

Voto: 3,5 su 5

Sinossi (Bookme-DeAgostini): “La prima è Hadley, la moglie dei giorni “poveri e felici” che precedono la fama e il successo. Hadley del piccolo appartamento mal riscaldato a Parigi – la stessa che, in un momento di distrazione, perde per sempre la valigetta contenente i preziosi manoscritti del marito. Poi c’è Pauline, per tutti Fife, dal fisico acerbo e perfetto, ricca ed elegante, inevitabile fin dall’istante in cui gli appare per la prima volta avvolta in un soprabito di cincillà. Dopo viene Martha, reporter leggendaria, compagna coraggiosa nel cuore esplosivo e disperato della Guerra Civile Spagnola. E infine Mary, l’ultima – sposata a Cuba e abbandonata in Idaho in modo persino più crudele e definitivo delle altre. Hadley, Fife, Martha e Mary: sono le “Signore Hemingway” cui dà voce questo celebrato e luminoso romanzo. Quattro mogli, quattro donne tra le tante amate e tradite dallo scrittore più famoso e tormentato della sua generazione. Tra la Parigi degli Anni Venti e Key West, tra Cuba e l’America della Guerra Fredda, le quattro Mrs. Hemingway si passano il testimone per raccontare una storia densa di passioni e tradimenti, di intrighi, ambizioni e gelosie. Perché dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. E qualche volta persino più di una”.

E’ un romanzo di fantasia perché nasce dall’idea e dalla penna di Naomi Wood. La quale si è però ampiamente documentata su personaggi e fatti prima di scriverlo. E’ diviso in quattro parti, una per ogni moglie avuta da Hemingway: quattro donne diverse tra loro, per cui è inevitabile identificarsi maggiormente in una di loro e preferirla un po’ alle altre. La mia preferita è Hadley, la prima, la più adatta la ruolo di madre e moglie, la meno bizzarra, la più stabile anche se non abbastanza per trattenere Ernest. E’ con lei che ha vissuto l’inizio della sua carriera a Parigi, quando ancora non era famoso e quindi era povero. Per fortuna aveva amici ricchi, tra cui i coniugi Fitzgerald. Avete visto il film “Midnight in Paris”, di Woody Allen? Ecco, l’atmosfera è più o meno quella.

Le mogli successive si sono godute di più il successo e la ricchezza, anche se hanno sempre avuto un marito sfuggente. Inquieto ed incapace di rimanere all’interno di un matrimonio, trovava un amante che poi sarebbe diventata la moglie successiva e così via, quasi a catena. Dal punto di vista sentimentale era immaturo e, per certi versi, nelle sue donne cercava le cure e la pazienza di una madre. Mary, l’ultima moglie, gli è stata vicino nel periodo della malattia fino alla morte, avvenuta per un colpo di fucile che nessuno già allora aveva creduto accidentale.

Che dire, un libro interessante e pieno di fascino per chi vuole conoscere Hemingway da un punto di vista diverso. Personalmente, mi preparo ad andare in vacanza ad Antibes.

 

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