Il coraggio di essere liberi di Vito Mancuso

Il primo libro che abbia letto di Vito Mancuso è stato “Io amo – piccola filosofia dell’amore”…so che non vi sorprende che io abbia scelto questo (basta guardare il titolo!), comunque l’ho trovato stupendo e ho apprezzato tantissimo la scrittura dell’autore, perché non è facile scrivere di argomenti complicati, in modo tutt’altro che scontato e facendosi capire anche da chi non ha una cultura di base in filosofia o teologia. “Il coraggio di essere liberi” è la mia seconda lettura e mi ha attirato per il tema, dato che trovo da sempre molto difficile sentirmi libera anche solo di esprimere un’opinione personale.

Sinossi (Garzanti): “Esiste veramente la libertà? E, se esiste, dov’è? Com’è? Come definirla? Se invece non esiste, perché tutti ne parlano, la ricercano, la pretendono?
In questo libro, Vito Mancuso affronta la questione in modo concreto, interrogandosi non tanto sulla libertà come concetto, quanto sull’essere liberi come condizione dell’esistenza reale. La domanda più importante qui non è: «Esiste la libertà?», quanto piuttosto: «Tu ti ritieni libero? E se non ti ritieni tale, lo vuoi diventare? Hai, vuoi avere, il coraggio di essere libero?». Per essere liberi, infatti, ci vuole coraggio. Guardando al mondo e agli esseri umani, quello che appare è uno sterminato palcoscenico su cui tutti si esibiscono indossando le diverse maschere imposte dall’esistenza, ma ognuno di noi, soprattutto in quei momenti in cui è solo con se stesso, sperimenta anche l’acuta sensazione di essere qualcosa di assolutamente differente e separato da tutto il resto, qualcosa di unico. La scintilla della libertà nasce da questa consapevolezza, per sostenere la quale è necessario però il coraggio: il coraggio di sottrarsi al pensiero dominante e scoprire nuovi valori in cui credere; il coraggio di scrollarsi di dosso le convenzioni che ci soffocano e costruire un rapporto autentico con gli altri e con se stessi; il coraggio di essere liberi per diventare veramente chi siamo”.

Il saggio parla della libertà, argomento di cui ci sarebbe moltissimo da dire, essendo uno dei più gettonati della storia insieme all’amore e, sempre insieme a quest’ultimo, uno di quelli di cui ancora si è capito poco. Vito Mancuso riesce a darne una visione chiara ed esaustiva in relativamente poche pagine; il tema è trattato in modo completo e l’esposizione è impeccabile. Mi sono sentita ignorante:) E’ un libro da leggere con attenzione e un po’ di impegno, non tanto perché sia difficile (un po’  lo è) quanto perché ne vale la pena. Quindi non è una lettura da domenica o da spiaggia. 

“La vera posta in gioco infatti non è la modifica del mondo là fuori per avere di più, quanto piuttosto la trasformazione del nostro mondo qui dentro per essere di più: si tratta di trasformarsi per giungere a essere liberi”.

La libertà è analizzata in tutte le sue sfaccettature, nel rapporto con la divinità (io, rispetto all’autore, ho compreso di attribuire un ruolo maggiore alla volontà divina), con gli altri esseri umani, con la natura e, soprattutto, con noi stessi. Perchè, alla fine, il nocciolo della questione siamo noi: che vogliamo essere liberi, ma rischiamo di diventare schiavi dei nostri desideri. Forse siamo tutti d’accordo nel dire che la libertà sia qualcosa di più del semplice “fare quello che si vuole, quando si vuole”, ma siamo pronti a sentirci vittime quando ci viene chiesto o imposto di limitarla per l’altro. E qui entra in gioco il concetto di mettere la nostra libertà al servizio di un ideale o di uno scopo superiore a noi stessi. Voi ormai sapete già a quale causa io abbia destinato la mia.

“Se ci si spende per qualcosa di più grande di sé, non è per esserne svuotati e ritrovarsi privi della capacità di iniziativa personale, bensì per esserne arricchiti e vivificati, liberati dalle anguste pareti dell’ego”.

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