La notte ha cambiato rumore di Maria Duenas

Titolo: La notte ha cambiato rumore

Autore: Maria Duenas

Editore: Mondadori

Voto: 4 su 5

Sinossi (Mondadori): Madrid, anni Trenta. Sira Quiroga, giovane sarta, perde la testa per un carismatico imprenditore e si trasferisce con lui in Marocco, in una Tangeri che ricorda la Casablanca di Humphrey Bogart. Ma qui si ritrova presto sola, ingannata e piena di debiti. Riesce però ad aprire un atelier di alta moda che, grazie al suo gusto e alla sua forza di volontà, diventa il punto di riferimento per le signore più ricche e influenti della città. Una clientela all’apparenza insospettabile, ma che nasconde dei segreti. E il destino di Sira finisce per intrecciarsi con quello di un variegato gruppo di personaggi, alcuni dei quali storicamente esistiti. Saranno loro a dare a Sira la possibilità di riscattarsi, di ricostruire pezzo a pezzo il suo destino. Anche se questo sarà per lei l’inizio di una doppia vita, in cui il suo mestiere, la sua arte, il ruolo che si è conquistata nel mondo della grande sartoria diventeranno la facciata di qualcosa di molto più oscuro e pericoloso.

“La notte ha cambiato rumore” è un romanzo lungo, ma si legge piacevolmente. La storia è avvincente, complessa ma ben articolata; l’incipit non entusiasma ma poi il ritmo cambia e diventa molto coinvolgente. Un altro punto di forza è dato dall’atmosfera magica e seducente del Marocco: solo parte del libro è ambientata lì, nel nord affacciato sullo stretto di Gibilterra, però la sua presenza si fa sentire attraverso tutte le pagine. Il segno indelebile che spesso viene lasciato dall’Africa su chi la visita, si percepisce anche qui nella nostalgia di Sira per Tetuan.

I personaggi principali del romanzo sono tutti femminili, a partire dalla protagonista Sira: come lei stessa ammette alla fine della storia, per la prima parte della sua vita si è un po’ lasciata trascinare, dagli uomini e dagli eventi, senza prendere in mano la sua vita. Essere una giovane donna in una situazione di fragilità, in un mondo comandato dagli uomini (che non ne escono benissimo), non comporta necessariamente la sottomissione o la negazione della propria autonomia. Sira compie sicuramente un percorso di crescita nel romanzo e diventa più matura e consapevole di sé. Ci sono altre figure femminili forti, che essendo più esperte e navigate della protagonista, di fatto le fanno da guida: la madre Dolores, la contrabbandiera Candelaria, l’amica Rosalinda Fox.

“La normalità non era nei giorni che mi ero lasciata alle spalle: si trovava in quello che la sorte mi metteva davanti ogni mattina. In Marocco, in Spagna o in Portogallo, a capo di una sartoria o al servizio dell’intelligence britannica: la normalità sarebbe stata nel luogo verso il quale avrei voluto indirizzare la mia vita; dove avrei piazzato i puntelli della mia esistenza. Tra le ombre, sotto le palme di una piazza che odorava di menta, nel fulgore dei saloni illuminati dai lampadari  di cristallo o nelle acque torbide della guerra. La normalità era solo quello che la mia volontà, il mio impegno e la mia parola avrebbero accettato che fosse, e per quel motivo sarebbe stata sempre con me. Cercarla altrove o volerla ritrovare nel  passato non aveva il minimo senso”.

In conclusione, un bel libro consigliato alle donne e a chi vuole ripercorrere la storia della rivoluzione spagnola e della seconda guerra mondiale da un punto di vista diverso dal solito.

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