Tralci della stessa vite di Gloria Pigino Verdi

Titolo: Tralci della stessa vite

Autore: Gloria Pigino Verdi

Editore: Youcanprint

Voto: 2.5 su 5

Sinossi (Youcanprint): “Così come scorre veloce la linfa in un tralcio di vite nella stagione più calda, così scorrono ed evolvono forti, vorticosi ed intrecciati i sentimenti in questo romanzo che avvolge il lettore e lo fa scivolare in un viaggio in uno degli “ambienti” italiani più belli: le Langhe con i suoi vigneti, i prodotti delle sue colline, i borghi ed i suoi personaggi che ne costituiscono essi stessi la vera essenza. I passi della protagonista Matilde, di Edoardo e di tutti gli altri personaggi, intrecciati come i rami di una vite, si mescolano ai loro ricordi e si fanno via via più rapidi ed incalzanti insieme ai battiti dei loro cuori fino al sorprendente finale, dove affiora dal passato uno sconvolgente segreto”.

“Tralci della stessa vite” è un breve romanzo, che si legge piuttosto in fretta e di cui viene già annunciata la continuazione. Infatti, esiste un seguito nel libro “Un’annata straordinaria”, che leggerò prossimamente perché ormai la curiosità di sapere come va a finire ce l’ho. Come avrete capito dal voto (2.5), non mi è piaciuto molto; i lati positivi che ho individuato sono essenzialmente due. Il primo è costituito dal Piemonte con le sue atmosfere, le colline, i vigneti e i campi di nocciole, ma questa suggestione credo valga soprattutto per me, che vi sono affezionata, e per i piemontesi, non per tutti i lettori in generale. Il secondo lato positivo è la percezione intensa dei sentimenti del personaggi, in particolare di Edoardo, che viene voglia di correre ad abbracciare e rassicurare.

“E’ tardo pomeriggio all’aeroporto di Milano Malpensa e la prima sensazione che mi coglie quando oltrepasso il portellone dell’aereo è la fragranza dell’aria; sì, fragranza intesa come profumo. Perché, credetemi, anche l’aria ha un suo profumo particolare. Non vi è mai capitato di associare ad ogni luogo una propria ed inconfondibile essenza? Sì, essenza proprio nel senso del profumo, di ciò che emana e di tutte le sensazioni che ti trasmette. Diciamo che, nel mio caso, potrei definirla “aria di Patria”.

Per quanto riguarda la trama, è piena di colpi di scena in relativamente poche pagine; succedono tante cose in fretta, avrei concesso più tempo a ciascuna oppure avrei rinunciato a qualche elemento. La prosa è mediocre, con descrizioni di  luoghi e stati d’animo composte di frasi ed espressioni già lette e ripetute in più occasioni. In sostanza l’ho trovato un romanzo un po’ banale e caotico, ed è un peccato perché la carica emozionale è veramente forte.

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