Un’annata straordinaria di Gloria Pigino Verdi

Titolo: Un’annata straordinaria

Autore: Gloria Pigino Verdi

Editore: Youcanprint

Voto: 2 su 5

Sinossi (Youcanprint): “Dall’arcobaleno di colori delle Langhe di “Tralci della stessa vite” all’ovattato ed introspettivo autunno londinese… ritroviamo la protagonista Matilde alle prese con il suo complesso ed intrecciato percorso verso la maternità. Tra sorprendenti colpi di scena, l’autrice ci prepara ad accogliere e a brindare ad una nuova, splendida… annata straordinaria!”

Questo romanzo è il seguito di “Tralci della stessa vite” ed è ambientato per lo più a Londra, dove Matilde è fuggita dopo aver scoperto uno sconvolgente segreto di famiglia. La ragazza quindi deve affrontare da sola l’inizio della gravidanza ma anche i sentimenti, i ricordi d’infanzia e gli incubi che la tormentano. Accanto a lei c’è l’amica Annie e poi ricompare quel grande uomo che è Edoardo, ma non posso dirvi di più 🙂

“Guardo quella bimba e penso a quanto tutto sia bello a quell’età. Tutto perfetto. Ma poi, crescendo, le cose cambiano. E non sempre in meglio, purtroppo. Altrimenti si chiamerebbe favola. Ma, in realtà, si tratta semplicemente della vita, con il suo bagaglio di gioie, di dolori, di speranze, di delusioni, di progetti, di avvenimenti imprevedibili, che dobbiamo, in qualche modo, avere il coraggio di affrontare e di superare”.

Il mio giudizio sulla prosa e sulla trama si conferma lo stesso del precedente. Vi sono parti in cui succedono più fatti nuovi quasi contemporaneamente – ad esempio dopo l’arrivo di Edoardo a Londra e il ricovero di Matilde – e parti occupate interamente dal fluire dei pensieri della protagonista, che comprensibilmente non sono pensieri allegri ma che, dopo pagine e pagine, diventano quasi un peso  per il lettore, al limite della lagna. A questo punto devo precisare che la mia opinione fa riferimento esclusivamente al romanzo in quanto tale e non agli elementi autobiografici (la malattia) e di attualità (l’attentato dell’11 settembre), per i quali ho ovviamente il massimo rispetto. A New York ci sono stata, due volte, ho visto Ground Zero e ho visto il Museo della Memoria: non li dimenticherò mai, nonostante per fortuna io non abbia perso nessuna persona cara nella tragedia. Inoltre, come giustamente afferma l’autrice, mi ricordo esattamente dov’ero e cosa stavo facendo quel giorno.

Lo scopo del romanzo, come si evince dal capitolo dei ringraziamenti, è stato anche quello di celebrare l’amore vero, quello che supera tutto e non si spegne mai. Sono delicatissime le parole che Gloria Pigino Verdi dedica a suo marito, che definisce il suo “per sempre”. E’ bello sapere che ci sono ancora persone che ci credono.

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