La vita di Charlotte Bronte di Elizabeth Gaskell

Titolo: La vita di Charlotte Bronte

Autore: Elizabeth Gaskell

Editore: Castelvecchi

Voto: 4,5

Sinossi (Castelvecchi): “Dopo la morte di Charlotte Brontë, nel 1855, suo padre esorta Elizabeth Gaskell, già acclamata autrice, a scrivere la biografia della figlia. Elizabeth, che era stata una cara amica di Charlotte, parte così sulle tracce di quanti l’avevano conosciuta, viaggiando a lungo in Inghilterra e in Belgio per raccogliere informazioni e materiale, e traendo dalle sue ricerche un cospicuo bagaglio accuratamente ordinato di lettere, interviste e osservazioni che restituiscono i momenti salienti della sua storia e del suo ambiente. Seppur privilegiando, anche rispetto al genio letterario, gli aspetti più intimi e personali, Elizabeth Gaskell seppe ricreare la vitalità e la profondità della grande scrittrice vittoriana, svelando al lettore i lati meno conosciuti di un carattere tormentato e introverso”.

Questa è la prima biografia di Charlotte Bronte, la più vecchia, scritta a breve distanza dalla sua morte. Rispetto a testi contemporanei sull’argomento, ritengo che sia migliore perché accurata, fedele e rispettosa del personaggio. Elizabeth Gaskell ha voluto indagare sulla vita dell’amica non per soddisfare la curiosità del pubblico, per  fornire materiale da pettegolezzo, ma per renderle giustizia, credo. In parte per la sua estrema timidezza, in parte per essere rimasta anonima all’inizio della sua attività di scrittrice, Charlotte Bronte è stata una donna piuttosto misteriosa e impenetrabile. Per quanto di indole generosa e mite, solo pochi eletti hanno beneficiato della sua fiducia e amicizia, avendo accesso alla vera Charlotte. Elizabeth Gaskell ce ne parla più che altro come scrittrice, accennando appena alla sua intimità, in particolare dopo il matrimonio. Questo per riguardo nei confronti della defunta amica, ma anche del padre e del marito, ancora in vita al momento della stesura della biografia.

“…occhi tutti suoi, di cui trovo difficile descrivere l’espressione visto che li conobbi solamente nei suoi ultimi anni. Erano grandi e di un bel taglio, color bruno bruciato, ma se si esaminava l’iride da vicino ci si accorgeva che il colore era composto da una grande varietà di sfumature. L’espressione abituale era di quieta, intenta intelligenza; ma, ogni tanto, per un qualche giusto motivo di intenso interesse, o di sana indignazione, splendevano, come se una lampada spirituale si fosse accesa e lucesse dietro quei globi oculari espressivi. Non vidi mai nulla di simile in altra creatura umana”.

Charlotte non ha avuto una vita felice, anzi: ha perso il fratello e le quattro sorelle, non ha mai goduto di una salute ottimale per via delle pessime condizioni igieniche di Haworth, si è fatta carico del padre e della canonica e, quando finalmente si è sposata trovando la felicità (il matrimonio fa miracoli!), è morta. Da quel che ho capito, le sue già fragili condizioni di salute sono precipitate in seguito ad iperemesi gravidica, ma nessuna biografia che io abbia letto fornisce una versione definitiva.

“La vita di Charlotte Bronte” è’ un testo lungo, dettagliato e non sempre scorrevole a causa dell’alternanza tra racconto e frammenti di lettere; la prosa è di alto livello e per questo forse non accessibile a tutti i tipi di lettori. Lo consiglio solo a coloro che siano interessati ad approfondire la vita ed il mondo di Charlotte Bronte: troveranno un libro di grande valore.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.