Qualcosa di Chiara Gamberale

Titolo: Qualcosa

Autore: Chiara Gamberale

Editore: Longanesi

Voto: 2 su 5

Sinossi (Longanesi): “La Principessa Qualcosa di Troppo, fin dalla nascita, rivela di possedere una meravigliosa ma pericolosa caratteristica: non ha limiti, è esagerata in tutto quello che fa. Si muove troppo, piange troppo, ride troppo e, soprattutto, vuole troppo.
Ma quando, per la prima volta, un vero dolore la sorprende, la Principessa si ritrova «un buco al posto del cuore». Com’è possibile che proprio lei, abituata a emozioni tanto forti, improvvisamente non ne provi più nessuna?  Smarrita, Qualcosa di Troppo prende a vagare per il regno e incontra così il Cavalier Niente che vive da solo in cima a una collina e passa tutto il giorno a «non-fare qualcosa di importante». Grazie a lui, anche la Principessa scopre il valore del «non-fare», del silenzio, perfino della noia: tutto quello da cui è abituata a fuggire. Tanto che, presto, Qualcosa di Troppo si ribella. E si tuffa in Smorfialibro, il nuovo modo di comunicare per cui tutti nel regno sembrano essere impazziti, s’innamora di un Principe sempre allegro, di un Conte sempre triste, di un Duca sempre indignato e, pur di non fermarsi e di non sentire l’insopportabile «nostalgia di Niente» che la perseguita, vive tante, troppe avventure… Fino ad arrivare in un misterioso luogo color pistacchio e capire perché «è il puro fatto di stare al mondo la vera avventura»”.

Dopo aver tentato di cogliere l’attimo dell’innamoramento in “Adesso” e – a parer mio – non esserci riuscita, Chiara Gamberale sceglie di utilizzare la forma della favola per affrontare il tema dell’affanno: noi ci affanniamo tutti i giorni a riempire le nostre vite, perché ci sembra che il senso di vivere sia questo, fare e disfare in continuazione, e poi quando ci fermiamo un attimo ci rendiamo conto di non avere ottenuto niente, in concreto. Senza aver nulla da ridire sul tema, non sono soddisfatta del risultato: “Qualcosa” non è chiaramente una favola per bambini, perché un bambino non la capirebbe e rimarrebbe anche un po’ inquietato dalle illustrazioni Tuono Pettinato. Io non l’ho trovata riuscita nemmeno come favola per adulti però: trama un tantino troppo articolata (per essere una racconto breve, si  intende), personaggi non particolarmente indovinati, finale piatto. Il messaggio giunge al lettore in modo un po’ contorto e non c’è quella genuina semplicità che rende le favole così affascinanti. Mi è venuto spontaneo il confronto con un altro autore, Andrea Vitali, che si è cimentato in due storie (“Di impossibile non c’è niente” e “Nel mio paese è successo una fatto strano”) tecnicamente per ragazzi eppure adatte, anzi proprio gradevoli, anche per un pubblico adulto.

Forse Chiara Gamberale, con “Adesso” e con “Qualcosa”, ha tentato di smarcarsi dalla banalità di molti suoi contemporanei, ma temo abbia fatto il passo più lungo della gamba. Come ho già scritto in passato, non mi piace mai esprimere giudizi negativi su di uno scrittore perché è comunque riuscito dove altri hanno fallito o dove altri – tipo me – forse non oseranno mai, ma purtroppo la scintilla che è quasi scattata con i romanzi precedenti di Chiara si sta spegnendo.

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