A cantare fu il cane di Andrea Vitali

Titolo: A cantare fu il cane

Autore: Andrea Vitali

Editore: Garzanti

Voto: 4,5 su 5

Sinossi (Garzanti):”La quiete della notte tra il 16 e il 17 luglio 1937 viene turbata a Bellano da un grido di donna. Trattasi di Emerita Diachini in Panicarli, che urla «Al ladro! Al ladro!» perché ha visto un’ombra sospetta muoversi tra i muri di via Manzoni. E in effetti un balordo viene poi rocambolescamente acciuffato dalla guardia notturna Romeo Giudici. È Serafino Caiazzi, noto alle cronache del paese per altri piccoli reati finiti in niente soprattutto per le sue incapacità criminali. Chiaro che il ladro è lui, chi altri? Ma al maresciallo Maccadò servono prove, mica bastano le voci di contrada e la fama scalcinata del presunto reo. Ergo, scattano le indagini. Prima cosa, interrogare l’Emerita. Già, una parola, perché la donna spesso non risponde al suono del campanello di casa, mentre invece è molto attivo il suo cane, un bastardino ringhioso e aggressivo che si attacca ai polpacci di qualunque estraneo. E il Maccadò, dei cani, ha una fifa barbina. A cantare fu il cane ci offre una delle storie più riuscite di Andrea Vitali. I misteri e le tresche di paese, gli affanni dei carabinieri e le voci che si diffondono incontrollate e senza posa, come le onde del lago, inebriate e golose di ogni curiosità, come quella della principessa eritrea Omosupe, illusionista ed escapologa, principale attrazione del circo Astra per le sue performance, ma soprattutto per il suo ombelico scandalosamente messo in mostra. E per la quale, così si dice, ha perso la testa un giovanotto scomparso da casa…”.

Confermo quanto è scritto nella sinossi: questo è, tra gli ultimi libri pubblicati da Vitali, il più riuscito. E’ una storia piuttosto lunga – poco più di 400 pagine – dalla trama articolata ma per nulla faticosa da seguire. Questo grazie ai capitoli brevi e scorrevoli, che conferiscono un buon ritmo alla  lettura e permettono di incastrare uno alla volta personaggi e avvenimenti. I personaggi sono numerosi e anche quelli che rivestono un ruolo marginale non sono lasciati al caso, ma hanno un nome pensato apposta per loro e delle caratteristiche ben precise; credo che nella scelta dei nomi Andrea Vitali sia impareggiabile. Il mio personaggio preferito è Gavargna Agnesina, di anni ottantotto forse, località Lonzolo: è degente all’ospedale di Bellano e queste sono le uniche informazioni di sé che sappia riferire. E’ una donnina vispa e tenera, tanto che riesce a scalfire persino la corazza dell’infermiera suor Venezia! “A cantare fu il cane” è un romanzo divertente, in cui l’ironia e l’ilarità generali tengono il lettore sempre con il sorriso sulle labbra anzi, a volte strappano proprio una franca risata.

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