Spesso sono felice di Jens C. Grøndahl

Titolo: Spesso sono felice

Autore:  Jens C. Grøndahl

Editore: Feltrinelli

Voto: 2.5 su 5

Sinossi (Feltrinelli): “Può una donna decidere di cambiare vita a settant’anni? Secondo Ellinor, sì. Anche se ha sempre lasciato che fossero le circostanze a scegliere per lei, appena rimasta vedova abbandona gli agi dei sobborghi di lusso per tornare nel quartiere operaio del centro di Copenaghen dove ha trascorso l’infanzia e l’adolescenza. Il quartiere è cambiato: adesso ci sono le prostitute, i pusher e gli hipster, ma a lei non importa, le importa solo che dalle finestre della sua nuova casa si veda il portone di quella in cui ha vissuto da bambina. In una lunga lettera alla sua migliore amica, morta tanti anni prima, fa il bilancio della propria vita, segnata da inganni e tradimenti, da dolori e lutti, e da un grande, terribile segreto”.

“Spesso sono felice” è un libro breve e scorrevole.  E’ impostato come una lettera scritta dalla protagonista Ellinor alla sua defunta amica Anna e questo contribuisce a rendere la lettura più agile. La forma assomiglia al flusso di coscienza – con punteggiatura e opportune pause però – in quanto segue i pensieri e i ricordi della protagonista passando da un argomento all’altro, dal presente al passato e viceversa. Lo stile è piuttosto asciutto, il linguaggio concreto e questo non è un male. La trama invece non mi ha coinvolto, nonostante la rivelazione di alcuni segreti e particolari della vita delle due donne. Ellinor a settant’anni e dopo aver perso due compagni, senza figli, decide di ritornare alle origini cioè a vivere nel quartiere in cui ha vissuto da bambina con la madre sola. Questo elemento dovrebbe essere uno dei punti chiave della storia, perché rappresenta la volontà della protagonista di prendere finalmente in mano la sua vita; in realtà passa in sordina perché gli viene dedicato poco spazio, viene annunciato ma non sviluppato adeguatamente. Nel complesso il romanzo non mi ha emozionato, non mi ha lasciato quasi nulla al termine della lettura.

Jens C. Grøndahl è danese e il romanzo è ambientato a Copenaghen e dintorni. Non sono mai stata nel Nord Europa ma i libri scritti da autori nordici e ambientati dalla Danimarca in su mi trasmettono sempre una strana sensazione di disagio, di malinconia. E’ una sensazione difficile da spiegare ma mi è capitato di provarla anche in altre occasioni e non so se dipenda dalla mia assoluta mancanza di familiarità con i luoghi descritti (mentre ad esempio per altri paesi europei o per gli Stati Uniti ho già le idee più chiare) o dal fatto che l’atmosfera lassù sia effettivamente così diversa da poter mettere a disagio. Si tratta solo di una mia osservazione che ci tenevo a condividere e non ha a che fare con il mio giudizio su questo o altri libri. Potrebbe essere un’occasione per fare un viaggio alla scoperta di nuovi paesaggi 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *