Cime tempestose di Emily Bronte

Titolo: Cime tempestose

Autore: Emily Bronte

Editore: Mondadori

Voto: 3,5 su 5

Sinossi (Mondadori): “La passione che lega Catherine a Heathcliff, trovatello orgoglioso e ribelle, non le dà pace neppure dopo il matrimonio con il ricco Edgar Linton. Attorno a questo nucleo centrale si costruisce un romanzo d’amore che via via si rivela una tormentata vicenda di vendetta. Le brughiere selvagge e ventose dello Yorkshire sono l’indimenticabile sfondo di una storia in cui le suggestioni delle grandi tragedie shakespeariane si fondono con il clima romantico”.

Ultimamente ho poco tempo per leggere e per dedicarmi a questo blog, il mio lavoro mi reclama. Nel frattempo, come avrete notato già dalla recensione precedente, mi sono concessa di rileggere alcuni classici della letteratura inglese. Se l’atmosfera dei romanzi di Charlotte Bronte (in particolare “Jane Eyre”) è cupa, quella di “Cime tempestose” è quasi tragica. La natura ostile e inospitale – modellata da Emily sulla brughiera dello Yorkshire a lei be nota – fa da sfondo ai tormenti dei personaggi, in primis Heathcliff e Catherine Hearnshaw. Vivono sentimenti intensi portati al loro eccesso, tesi fin dove possono arrivare, anche se dalla gamma delle mete possibili sembra escluso il lieto fine; è una lettura quasi inquietante, di certo non rilassante o piacevole.

Delle tre sorelle Bronte si dice che fosse proprio Emily il vero genio, stroncato prematuramente dalla stessa malattia che uccise le sorelle. “Cime tempestose” ne è la prova, perché in effetti solo da una mente geniale poteva scaturire un romanzo di tale forza e intensità, che quasi spaventa. Il mio personaggio preferito? Non saprei, la maggior parte è pervasa da sentimenti negativi o contrastanti e mi è difficile apprezzarne uno in particolare, e del resto credo che a Emily non interessasse ottenere approvazione rispetto ai suoi personaggi. Lei ha voluto rivelare la natura umana nei suoi aspetti nobili (l’amore)  meno nobili (la vendetta), con un elemento istintivo e quasi bestiale che si inserisce benissimo nel paesaggio tormentato della brughiera di Wuthering Heights. Romanzo da leggere sicuramente più di una volta, per apprezzarlo fino in fondo e concedere all’autrice il tempo di comunicare con noi.

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