Ragione e sentimento di Jane Austen

Titolo: Ragione e sentimento

Autore: Jane Austen

Editore: Mondadori

Voto: 4 su 5

Sinossi (Mondadori): “Alla morte del padre, le giovani sorelle Elinor, Marianne e Margaret Dashwood, lasciate in ristrettezze economiche dall’avido fratellastro, si ritirano a vivere modestamente nel Devonshire. Qui conosceranno le pene e le gioie dell’amore, oltre alle difficoltà della vita quotidiana e, imparando a conciliare la ragione con il sentimento, diventeranno donne. Attorno a questo processo di maturazione si sviluppa una trama piena di grazia e ironia, in cui con la sua elegantissima prosa Jane Austen descrive il contrasto tra istanze psicologiche e morali e analizza tutta la complessa interiorità dei suoi personaggi”.

Durante il pomeriggio di Pasqua ho accompagnato la digestione del risotto giallo con ossobuco con il film “Ragione e sentimento”, dal cast peraltro notevole anche se a Hugh Grant fanno interpretare la parte di Edward Ferrars, che non trovo molto adatta a lui. Fatto sta che mi è venuta voglia di rileggere il romanzo di Jane Austen e mi sento di dire che l’adattamento cinematografico sia ben fatto, anche se avrei scelto altre attrici per le sorelle Dashwood. La società è quella che troviamo anche in “Orgoglio e pregiudizio” (il mio preferito in assoluto): si vive tra Londra, con i suoi divertimenti, e la campagna; si combinano e commentano matrimoni. Si contano rendite e numero di cavalli attaccati alla carrozza, qualche scandalo tanto per dare un po’ di pepe. Il tutto condito con la brillante ironia dell’autrice che è sempre abile nel sezionare atteggiamenti, sentimenti e pensieri dei suoi personaggi. Non sembra davvero giudicarli però, perché alla fine nemmeno Willoughby sembra totalmente condannabile. Probabilmente perché Jane Austen, al contrario ad esempio di Charlotte Bronte, ha avuto una vita un po’ più facile e tutto sommato le andava bene che le cose stessero così.

“Ragione e sentimento” è il primo romanzo della Austen (1811) ed è già ad un ottimo livello, non è certo il libro di un’esordiente. Per quanto mi riguarda, poi è arrivato “Orgoglio e pregiudizio” con il signor Darcy e…niente, non ce n’è più per nessuno 🙂

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