Nel territorio del diavolo di Flannery O’Connor 

Titolo: Nel territorio del diavolo – Sul mistero di scrivere 

Autore: Flannery O’Connor

Editore: Minimumfax

Voto: 5 su 5

Sinossi (Minimumfax): “Oggetto di culto per intere generazioni di scrittori (da Elizabeth Bishop a Raymond Carver alle nuove leve delle letteratura americana) ma ormai introvabili, tornano in libreria i saggi sul mestiere di scrivere di Flannery O’Connor, una delle più celebrate autrici americane del Novecento, la voce più rappresentativa della narrativa sanguigna ed espressionista del Sud degli Stati Uniti, insieme a William Faulkner. «A parer mio quasi tutti sanno cos’è una storia, fino a che non si siedono a scriverne una», dice la O’Connor in uno di questi saggi. E infatti Nel territorio del diavolo si rivolge tanto a scrittori che non hanno mai provato a raccontare una storia quanto a quelli che lo fanno abitualmente, per cercare di scoprire qual è la natura e qual è lo scopo di questo mestiere. L’autrice mette apertamente in campo la sua profonda religiosità cattolica senza mai sconfinare nel fanatismo o nella bigotteria – e anzi rifiutando ogni degenerazione moralista – e ci offre esempi cristallini di teoria letteraria in cui i concetti di grazia e di mistero acquistano forza e fascino per qualunque lettore. Ad aprire il libro, un piccolo gioiello: la più incantevole ed esilarante descrizione di un allevamento di pavoni che vi potrà mai capitare di leggere”. 

È un breve libretto composto da 9 saggi che, tranne il primo (incentrato sui pavoni, che l’autrice alleva), sono tutti dedicati al tema della scrittura. Sono tratti da articoli o interventi a conferenze o corsi per studenti universitari. Una sola lettura non basta ad apprezzarli, nemmeno se lenta e concentrata. Questo sia per il livello elevato del linguaggio, non accessibile a tutti (del resto lei si rivolge ad un pubblico di scrittori o aspiranti tali), sia per la ricchezza dei contenuti. Un’unica volta non basta per assorbire tutto quello che c’è dentro, bisognerebbe fare tesoro di ogni frase, per come è scritta e per il concetto che esprime. 

Insomma un piccolo gioiello che vale decine di corsi di scrittura creativa. Non lo consiglio a chi non sia minimamente interessato a scrivere narrativa o a studiarla. 

“Mi pare di capire che questo sia un corso intitolato “Come scrive lo scrittore”, e che ogni settimana siate alla mercé di un diverso scrittore che pontifica sull’argomento. L’unico parallelo che riesco a immaginare è uno zoo che si presenti da voi un animale alla volta; e ho il sospetto che quanto udite una settimana dalla giraffa sia contraddetto la settimana successiva dal babbuino.”

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