Per te morirei di F. S. Fitzgerald

Titolo: Per te morirei

Autore: F. S. Fitzgerald

Editore: Rizzoli

Voto: 4 su 5

Sinossi (Rizzoli): “A distanza di oltre ottanta anni, vedono la luce gli ultimi racconti inediti di Francis Scott Fitzgerald. Un evento editoriale di portata internazionale, che consegna al lettore l’ultima produzione dello scrittore de Il grande Gatsby e Tenera è la notte. Si tratta di short stories inviate singolarmente, nel corso degli anni Trenta, a diverse riviste e testate cui si aggiungono alcuni soggetti per il cinema. Sono storie nelle quali giovani uomini e giovani donne parlano e pensano in una lingua nuova per l’epoca, senza censure, senza limitazioni, di matrimonio, di amore e sessualità; ci sono finestre spalancate sui sanatori e le cliniche psichiatriche, le stesse che ospitarono Zelda Fitzgerald nell’ultima parte della sua vita; ci sono spaccati della guerra civile, senza sconti alla violenza di quel momento fondante della storia americana; ci sono le montagne del North Carolina, che Francis frequentò a lungo per curare la sua salute, e l’amatissima New York, ora con meno luci, quasi periferica, più vera. C’è il mondo del cinema, scintillante ma non immune alle malinconie, e ci sono i ricchi, quella frangia della società che Fitzgerald come nessun altro aveva saputo raccontare negli anni Venti, accanto ai poveri resi sempre più poveri dalla Grande depressione. Soprattutto, Per te morirei, grazie anche all’attenta curatela di Anne Margaret Daniel, è un affresco illuminante sul processo creativo di uno scrittore che, perfino nell’ultima parte della sua carriera, afflitto da difficoltà economiche, non fu disposto a compromessi o interferenze. Ritroviamo in tutta la sua energia la prosa elegante, acuta, sorprendente di Fitzgerald, il talento puro e la voce inconfondibile di uno dei più grandi autori del Novecento”.

E’ una lettura interessante per chi voglia conoscere meglio questo autore americano, amico di Hemingway. Io sono un po’ “fissata” con questa generazione di scrittori, in parte perché me li immagino come nel film di Woody Allen, in parte perché davvero mi affascinano tutti, compresa la moglie di Fitzgerald, Zelda. Ogni racconto è preceduto da una nota esplicativa e biografica. Troviamo anche racconti nati come sceneggiature per Hollywood, con cui l’autore ha intrattenuto un rapporto di odio-amore. I racconti che ho preferito: “Gracie in alto mare” e “Una coppia”. Questa raccolta conferma che il racconto è una forma narrativa che in poche pagine può racchiudere la grandezza di un autore. Non c’è niente di banale o prevedibile, lo stile è asciutto, quasi crudo, ed è strano pensare che Fitzgerald abbia faticato a farne pubblicare alcuni.

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