Un amore più forte di me di Maria Duenas

Titolo: Un amore più forte di me

Autore: Maria Duenas

Editore: Mondadori

Voto: 2 su 5

Sinossi (Mondadori): “Blanca Perea è una donna all’apparenza invulnerabile, stimata docente universitaria e pilastro di una famiglia felice. Finché, all’improvviso, vede crollare tutte le sue certezze, quando scopre che il marito sta per avere un figlio da un’altra donna. Fuggire da Madrid sembra essere l’unico modo per salvarsi e, senza pensarci, accetta una borsa di studio di tre mesi in California, dove dovrà catalogare e archiviare tutte le carte del letterato spagnolo Andrés Fontana. Ad aiutarla c’è l’ex allievo prediletto di Fontana, Daniel Carter, con cui Blanca esplora una parte di documenti fino ad allora sconosciuta – gli studi che il professore aveva dedicato al Camino Real, la catena di missioni che i frati francescani fondarono attraverso l’intera California. Tutto ciò non fa che scatenare in Blanca una serie di interrogativi via via più pressanti. Perché nessuno – e in particolare Daniel – ha finora recuperato l’eredità di Fontana? E perché iniziare proprio ora? Per ottenere le risposte che sta cercando, Blanca dovrà scavare nel passato, indagare il legame che univa Daniel e Fontana, affrontare retroscena impensati e svelare interessi politici nascosti. Ma dovrà soprattutto tornare a credere in se stessa e riscoprire la voglia di aprirsi all’amore, per trovare finalmente la chiave con cui cambiare il proprio futuro”.

La mia conoscenza di Maria Duenas è iniziata circa un anno fa quando una collega me l’ha consigliata; in particolare mi ha indicato “La notte ha cambiato rumore” che in effetti mi è piaciuto molto. “Un amore più forte di me” è stato pubblicato dopo e, rispetto al precedente, è stato una delusione: la trama non è articolata benissimo e sembra che voglia apparire più complessa di ciò che è, quando in realtà non accade nulla che colpisca davvero. Quando, durante la lettura, intuisco che dietro ai fatti c’è dell’altro, mi aspetto di rimanere sorpresa una volta avvenuta la rivelazione; in questo caso ho pensato “Tutto qui?”.  Anche la protagonista femminile non è ben riuscita, è  banale, non è incisiva e non “buca la pagina”. I luoghi e gli ambienti sono invece caratterizzati in modo efficace, soprattutto per quanto riguarda la Spagna e la differenza nello stile di vita tra spagnoli e americani.

Ora nella  libreria ho “Un sorriso tra due silenzi” che, dopo un romanzo entusiasmante e uno deludente, potrebbe aiutarmi a trovare un equilibrio e a conoscere ancora meglio l’autrice.

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