Giorni imperfetti di Fabio Iozzi


Titolo: Giorni imperfetti

Autore: Fabio Iozzi

Editore: L’Erudita

Voto: 3 su 5

Sinossi (L’Erudita): “Allo scrittore di narrativa, come al poeta, sono concessi alcuni privilegi, licenze che consentono di modificare, con e nelle parole, i fatti e le cose invariabili della natura. Basta poco, come accostare un aggettivo a un nome a cui teoricamente non si dovrebbe riferire. Un esempio: Giorni imperfetti. I giorni di per sé non sono imperfetti; anzi, suddivisi nelle ventiquattro ore di un quadrante formano un cerchio perfetto, forma geometrica di invidiabile completezza. Imperfetti sono invece coloro che quei giorni li vivono: immaturi, malati, aggressivi, innamorati, disperati. Alla perfezione della circonferenza disegnata su un foglio bianco si contrappone allora un’umanità che fa del suo vissuto pieno e disperatamente strabordante la tinta forte con cui riempire il vuoto bianco della perfezione. Imperfetta è anche questa raccolta di racconti, sporcata da una narrazione veloce e intensa, uno schizzo d’inchiostro sulla pagina vergine”. 

“Giorni imperfetti” è una raccolta di racconti che, come si può intuire dal titolo, contrappone alla regolarità con cui scorre il tempo l’imperfezione degli uomini e delle loro esistenze. Alcuni non sono brevi storie con un inizio e una fine, ma spezzoni di vite catturate per un attimo e che poi continuano, non sappiamo bene in quale direzione. In generale ho percepito una vena di tristezza e di inquietudine, quasi di pessimismo, come se la vita fosse più che altro qualcosa di cui avere paura. A creare questo effetto contribuiscono il linguaggio, le atmosfere e l’utilizzo di figure retoriche: anche se ci sono descrizioni di luoghi e ambienti non capiamo mai fino in fondo dove ci troviamo e forse il punto è proprio questo. Personalmente avrei preferito emozionarmi un po’ di più ed inquietarmi un po’ meno, in fondo sono un’ottimista.

Rispetto al romanzo, il racconto è una forma narrativa più difficile, prima di tutto perché non concede tempo, non da una seconda possibilità: l’autore deve riuscire a colpire nel segno con lo spazio e il tempo a disposizione, che devono essere sfruttati al massimo perché non c’è margine per recuperare. Secondo me “Giorni imperfetti” è davvero un buon risultato, anche se lo stile e i numerosi livelli interpretativi lo rendono un testo un po’ difficile e non accessibile a tutti.

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