La mennulara di Simonetta Agnello Hornby

Titolo: La mennulara

Autore: Simonetta Agnello Hornby

Editore: Fertrinelli

Voto: 4 su 5

Sinossi (Feltrinelli): “Roccacolomba. Sicilia. 25 Settembre 1963. E morta la Mennulara, al secolo Maria Rosalia Inzerillo, domestica della famiglia Alfallipe, del cui patrimonio e stata da sempre – e senza mai venir meno al ruolo subalterno – oculata amministratrice. Tutti ne parlano perche si favoleggia sulla ricchezza che avrebbe accumulato, forse favorita dalle relazioni con la mafia locale. Tutti ne parlano perche sanno e non sanno, perche c’e chi la odia e la maledice e chi la ricorda con gratitudine. Senza di lei Orazio Alfallipe, uomo sensuale e colto, avrebbe dissipato proprieta e rendite. Senza di lei Adriana Alfallipe, una volta morto il marito, sarebbe rimasta sola in un palazzo immenso. Senza di lei i figli di Orazio e Adriana, Lilla, Carmela e Gianni sarebbero cresciuti senza un futuro. Eppure i tre fratelli, tornati nel deserto del palazzo di famiglia, credono di avere tutti dei buoni motivi per sentirsi illusi e beffati dalla donna, apparentemente rozza e ignorante, che ora ha lasciato loro uno strano testamento. Voci, testimonianze e memorie lasciano emergere un affresco che e insieme uno straordinario ritratto di donna e un ebbro teatro mediterraneo di misteri e passioni, di deliri sensuali e colori dell’aria, di personaggi e di visioni memorabili. Un grande romanzo. Una grande storia siciliana”.

Come ho anticipato su Facebook, questo libro era già nel mio e-reader pronto per la lettura e ho deciso di leggerlo proprio ora perché l’autrice Simonetta Agnello Hornby è stata ospite di Bake off Italia venerdì scorso, un gioioso Damiano-friday 😉 Mi è parso di capire che quasi nessuno dei concorrenti la conoscesse o avesse mai sentito il titolo di uno dei suoi romanzi più noti, appunto “La mennulara”. Io avevo già letto “Caffè amaro” con soddisfazione e posso dire che quest’altro libro mi è piaciuto allo stesso modo.

La storia è relativamente semplice, seguiamo le vicende della Mennulara (raccoglitrice di mandorle) e della famiglia Alfallipe per scoprire che fine abbia fatto l’eredità della donna. Gli elementi emergono uno per uno fino a che il cerchio si chiude e ognuno ha ciò che si merita. I personaggi sono caratterizzati alla perfezione e l’autrice ritrae con grande abilità il paesino di Roccacolomba e la Sicilia degli anni ’60. I gesti dicono più delle parole o dei pensieri e rappresentano il punto di forza delle descrizioni, ad esempio del custode di un palazzo, di un negoziante o del prete. Soprattutto nei dialoghi si sente l’influenza della parlata locale ma non risulta pesante perché usata con accortezza e questo rende la lettura piacevole anche dal punto di vista linguistico.

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.