Origin di Dan Brown

Titolo: Origin

Autore: Dan Brown

Editore: Mondadori

Voto: 3,5 su 5

Sinossi (Mondadori): “Nelle prime pagine di Origin, Langdon arriva al Museo Guggenheim di Bilbao per assistere a una conferenza che, secondo l’invito, “cambierà per sempre la storia della scienza”. Il relatore speciale della serata è il suo amico ed ex studente Edmond Kirsch, ora magnate dell’industria tecnologica. Le straordinarie invenzioni e le audaci profezie hanno fatto di Kirsch una figura assai controversa in tutto il mondo. Quella sera non farà eccezione, perché Kirsch afferma di essere sul punto di rivelare una scoperta scientifica in grado di sfidare le fondamentali domande dell’umanità: da dove veniamo? E dove stiamo andando? Quando si alza il sipario, Langdon e le diverse centinaia di ospiti rimangono affascinati dall’originalissimo e spettacolare avvio dell’evento. Ma la presentazione, pur organizzata nei minimi dettagli, prende una piega imprevista e quindi piomba nel caos, proprio poco prima dell’atteso svelamento finale della scoperta di Kirsch. E ora Langdon stesso è in pericolo.  Affrontando nuove minacce, Langdon viene costretto a un disperato tentativo di fuggire da Bilbao. Con lui c’è Ambra Vidal, l’elegante responsabile del museo. I due scappano a Barcellona sulla pista del segreto che dovrebbe sciogliere il mistero della scoperta di Kirsch. Destreggiandosi nei labirinti del tempo e della religione, Langdon e Vidal sono inseguiti da un nemico spaventoso e potente. Su un sentiero contrassegnato dai simboli dall’arte moderna e da altri segni enigmatici, scoprono gli indizi che li portano a faccia a faccia con la sconvolgente scoperta di Kirsch, e con una verità che nessuno avrebbe mai potuto immaginare”.

Ho letto che questo romanzo è stato definito il più avvincente che Dan Brown abbia mai scritto: secondo me non lo è, ma è decisamente riuscito meglio di “Inferno”, l’ultimo suo libro che ho letto e che non mi ha convinto per niente. La prima parte di “Origin” scorre lenta, probabilmente per la presenza di molte parti descrittive, poi diventa invece più coinvolgente con risvolti inattesi ma anche qualcuno prevedibile. Il personaggio di Robert Langdon continua ad esercitare il suo fascino, quello Kirsch mi ha ricordato Steve Jobs.  

Non ho mai gradito l’insistenza di Dan Brown nell’affrontare il tema della religione e ho temuto di trovare elementi che potessero urtare la mia sensibilità di credente. In realtà la questione è gestita con stile, non emergono conclusioni o giudizi, anzi sembra che alla fine quella che dovrebbe essere una scoperta sconvolgente lasci di fatto le cose così come stanno.  E non penso si tratti di un fallimento della trama, ma di un risultato voluto e che costituisce l’elemento che mi ha fatto apprezzare il romanzo. Mi è piaciuta tantissimo la spiegazione della differenza tra simboli e codici fatta da Langdon nel finale. Continuo a pensare che “Angeli e demoni” sia la storia più avvincente per la costruzione della trama, ma “Origin” vince per l’argomento e per la libertà che di fatto viene lasciata ad ognuno di noi di credere in ciò che vuole.

 

 

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