La natura dell’amore di John Burnside

Titolo: La natura dell’amore

Autore: John Burnside

Editore: Fazi

Voto: 1.5 su 5

Sinossi (Fazi): “Quando John per la prima volta si accorge che i testi delle canzoni d’amore che passano alla radio hanno un significato, capisce di essersi innamorato. E il suo incontro con l’amore e ha il volto di Madeleine – la cugina che lo incanta con le sue dita affusolate e le unghie dipinte, sempre diversa eppure sempre lei. Madeleine gli fa ascoltare “I Put a Spell on You” nella versione di Nina Simone, la cosa più bella che lui abbia mai sentito, e mentre suo padre si prepara a lasciare la Scozia per approdare a Corby, dove lo attende un lavoro in un’acciaieria, John è totalmente avvinto da quest’incantesimo, un incantesimo che si trasforma in ossessione e durerà tutta la vita. È in effetti Madeleine ricorre in tutto il libro: ogni donna che John incontrerà non sarà che un riflesso della cugina, la prima di una schiera celeste di misteriose e belle ragazze che infiammano la sua immaginazione – una sconosciuta che in un caffè gli canta una canzone, un’amica incontrata in un ospedale psichiatrico che danza davanti a lui nella sala da pranzo, e infine Christine, una ragazza di cui da giovane si era follemente innamorato ma che ha rifiutato senza mai spiegarsene la ragione. La natura dell’amore è uno scorcio lucido e disarmante sul modo in cui gli uomini vivono l’amore e un’indagine sulla natura inquietante dell’attrazione, che si dipana in un labirinto contorto di desiderio e rifiuto. In sottofondo la colonna sonora della vita di Burnside e le influenze culturali che hanno contribuito a plasmare la sua essenza: il jazz e la musica rock, la fotografia di Diane Arbus, i tristi paesaggi invernali del Nord della Norvegia e le abbuffate di LSD a Cambridge. Questo romanzo è più di un memoir, è un libro sulla memoria, cioè l’altra faccia dell’amore, in cui perdersi e trovarsi sono in fondo la stessa cosa”.

Pur consapevole dell’importanza del libro e del suo autore, devo dire che ho fatto una gran fatica a leggerlo. L’argomento è tra quelli che mi interessano di più e ho iniziato la lettura piena di entusiasmo, che si è subito scontrato con la difficoltà del testo. L’ho trovato contorto, a tratti noioso, e in generale poco accessibile, tanto che sono arrivata alla fine con una percezione frammentaria, e non unitaria, del romanzo e con la sensazione di non averne ricevuto granché. Di solito preferisco quando i contenuti sono espressi con forme semplici e lineari e con questo non intendo che sono ignorante e se un libro non è semplice non lo capisco 😉 mi riferisco al fatto che a volte, come dice Mary Poppins, il “troppo stroppia” e appesantisce. Questo è il primo romanzo che leggo di Burnside e probabilmente dovrei approfondire la conoscenza dell’autore per chiarirmi le idee. 

 

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