Il signor F. è morto in treno e altri racconti di Maria Greco

Titolo: Il signor F. è morto in treno e altri racconti

Autore: Maria Greco

Editore: Robin, Biblioteca del Vascello

Voto: 3,5  su 5

Sinossi (Robin): ” Cos’è un uomo morto, nel quarto vagone al posto 33? Non ho detto chi è (come sarebbe rispettoso) ma cos’è. Quel morto per caso, che sembra solo addormentato, si insinua fra i passeggeri come un ingombro, ottuso anzi molesto. Nessuna pietà, o curiosità, per la sua vita bruscamente rotta, solo fastidio o morbosità da gossip. E le scarpe del senatore disonesto, invece, chi sono? Perché continuano a saltare e bighellonare per casa, ribelli, rifiutando ostinate i piedi del padrone, e la loro stessa funzione di cose? Cosa vogliono dire, forse disgusto e noia? E poi c’è lo specchio che non riflette più il volto del signor M., a ricordargli (forse) che ha perso la sua “identità”, e del resto pure la sua ombra si è dissociata dal titolare. L’umorismo è il sentimento del contrario, diceva Pirandello, e la sua ombra (ancora un’altra) aleggia sorniona su queste pagine visionarie. Ama infatti mischiare le carte e le prospettive, Maria Greco, e sovvertire i piani non solo di umani e cose ma anche dell’Olimpo, e in questo gioco irriverente, di penna colta e leggera, tra climi surrealisti e amorosa cura del dettaglio, ti sembra pure di incontrare Cechov, Gogol, Bontempelli. È così, per innocenza o spregiudicatezza, e sabotaggio delle cose, che i personaggi di questi racconti inciampano nel mondo, cercando se stessi o fingendosi al meglio, mettendo in scena una microsocietà del cinismo o dell’idiozia, della nevrosi e del luogo comune, del sogno imperfetto. Insomma del tic fascinoso del vivere”.

Sono contenta che ultimamente mi vengano proposti da recensire, da parte degli autori stessi ( quasi tutti autori emergenti), testi interessanti, non banali, che non sanno di “già letto”. E’ il caso anche di questa raccolta di racconti, di cui ho apprezzato l’originalità e la sottigliezza. L’argomento è l’essere umano alle prese con la vita, direi alcuni “tipi” di esseri umani come il politico di bassa statura (non in senso letterale) e la signora ottusa e pettegola. Il racconto meglio riuscito, o per lo meno quello che io ho preferito, è proprio quello che da il titolo alla raccolta e apre il libro: nonostante la tragicità dell’evento (il decesso di un passeggero sul treno) il brano fa ridere, o piuttosto sorridere, grazie al personaggio femminile che, pur di godersi una delle rare occasioni di uscita dai confini (fisici e mentali) trova di che far gossip anche in una situazione del genere. Complimenti all’autrice e…avanti così!

 

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