Tutti i racconti di Flannery O’Connor

Titolo: Tutti i racconti

Autore: Flannery O’Connor

Editore: Bompiani

Voto: 4,5 su 5

Sinossi: “Quelle della O’Connor non sono rappresentazioni realistiche della scena sociale in cui è nata la vittima, ma rappresentazioni del divino come appare a chi abbia una visione antropocentrica del mondo: i suoi personaggi la vivono come una violenza, un’offesa, un intervento distruttivo che sconvolge l’equilibrio del mondo umano. A tal punto che la visione religiosa che si ricava dai racconti è spesso opprimente. D’altra parte, morte, sofferenza, disordine, sono invece i mezzi attraverso i quali un personaggio passa da una comprensione meschina, superficiale, dell’esistenza al mistero nel quale l’uomo vive e muore.” (Dall’introduzione di Marisa Caramella)

Di Flannery O’Connor mi colpiscono sempre la capacità di tirare fuori un racconto compiuto e perfetto a volte apparentemente dal nulla, la precisione e il realismo delle descrizioni, soprattutto dei personaggi che vuole mettere in una luce ridicola o comunque negativa. Inoltre trovo un che di spregiudicato nella tranquillità con cui affronta tematiche come il rapporto tra bianchi e neri e tra Nord e Sud (ricordiamo che Flannery è nata nel 1925 e morta nel 1964, quindi quello che noi leggiamo oggi dobbiamo pensarlo scritto in quel periodo), nonchè l’imperturbabilità con cui i suoi personaggi vengono fatti morire a volte in maniera terribile e  in tenera età (es. “Gli storpi entreranno per primi”). La crudezza di alcuni racconti è sorprendente. Il lieto fine, per lo meno come lo intendiamo noi, non esiste. 

Ovviamente non una lettura da spiaggia (ultimamente lo specifico sempre visto che siamo in prossimità delle vacanze), ma lettura di alta qualità. Racconto preferito: “Il raccolto”.

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