Futilia di Antonio Gallucci

Titolo: Futilia

Autore: Antonio Gallucci

Editore: EKT Edikit

Voto: 3  su 5

Sinossi: “Mentre riponeva lo stick nella borsa, qualcosa aveva colpito i margini del campo visivo di Nagiko, costringendola a rivolgere l’attenzione una decina di metri più in là, verso il lato opposto della strada che costeggiava il lungomare. Fra due bidoni dei rifiuti e un muro basso che sapeva di antico, qualcuno aveva deposto e abbandonato un enorme baule blu, da una serratura del quale colava un ripugnante grumo di ruggine. Poco distante, dentro una pozzanghera, giaceva lo scheletro di un ombrello e, dall’alto, un piccolo albero tendeva un ramo spezzato verso le ossa metalliche dell’ex parapioggia, da cui pendevano agonizzanti brandelli di tessuto scuro. Dentro l’orrore, immobile e sospeso, dondolavano infine, con tetra armonia, il dorso di un artiglio, sporgente da una fessura del baule e le piccole foglie del ramo che, in qualche modo, proteggeva l’ombrello dal vento. Nagiko, ogni arto immobile, aveva sgranato le spettacolari mezzelune scure che aveva per occhi, al fine di registrare ogni dettaglio della scena: baule-grumosospeso-scheletrometallico-pietosobracciodilegno-manooscena.”

Ho ricevuto questo romanzo direttamente dall’autore e quindi prima di tutto lo ringrazio per la possibilità e la fiducia. Di “Futilia” ho apprezzato molti elementi che, nel panorama odierno di nuovi autori che sembrano seguire quasi tutti la stessa direzione, gli permettono di distinguersi. Non è banale nè nella forma nè nel contenuto; lo stile e il linguaggio sono curati e davvero di alto livello. La trama è originale anche se (e questo è l’unico appunto che mi permetto di fare) a tratti non chiarissima, non procede con scioltezza e c’è il rischio di arrivare alla fine senza aver capito che è finito. 

Una cosa che mi ha colpito quasi subito è l’atmosfera, un po’ evanescente e sognante, che mi ha ricordato i romanzi di Murakami (che io adoro!). Inoltre si percepisce che ogni capitolo è stato curato nei dettagli dall’inizio alla fine, che in genere sposta l’attenzione dal quadro generale ad un particolare, come la scimmietta di peluche. Quindi complimenti all’autore e in bocca al lupo per il futuro!

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